Conoscere il Cioccolato

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Alla Fiera del libro e a Caselle

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Vediamoci per degustare insieme un gianduiotto offerto dalla Caffarel e festeggiare insieme il successo che ha avuto il nostro libro "Gianduiotto Mania"

sabato 10 maggio alle ore 17

presso lo stand Giunti: F101 PADIGLIONE 1

Con Alberto Dragone, della direzione editoriale Giunti, sarà presente l'ad di Caffarel Vincenzo Montuori e gli autori Clara e Gigi Padovani

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Un altro appuntamento fuori dal Lingotto è invece quello che è stato organizzato a Caselle dall'amico scrittore e artista Domenica Musci.

Venerdì 9 maggio alle ore 21
a Caselle
Sala Giunta del Comune, in piazza Europa 2

presentazione del libro "Gianduiottomania - La via italiana al cioccolato: storia, fortuna, ricette" (Giunti Editore) di Clara e Gigi Padovani.
Intervengono, con gli autori, l'artista e collezionista Domenico Musci , il sindaco Giuspeppe Marsaglia Cagnola e il presidente del centro culturale "La Forgia", Luigi Manina.

Addio CioccolaTò

Si è conclusa dopo dieci giorni, il 2 marzo 2008, la rassegna CioccolaTò dedicata al Cibo degli Dèi a Torino. Nei laboratori del gusto organizzati dagli autori del libro "Conoscere il cioccolato" si sono succeduti, ogni giorno alle ore 18,30, una trentina di cioccolatieri da tutta Italia e da Francia e Svizzera che sono nelle pagine del libro.
Ecco una foto ricordo davanti al King Kong Micropolex, in via Po 21, con una delle stelle della rassegna: Francois Pralus, il cioccolatiere francese di Roanne che ha inventato la Pyramid du chocolat con 10 crus da tutte le parti del mondo di cacao.


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Gigi Padovani (da sinistra) con Francois Pralus e Clara Vada Padovani davanti al cartello di CioccolaTò (foto di Michele Rubino, ufficio stampa CioccolaTò, courtesy)

Andate la blog Dolce La Vita su La Stampa a vedere tutte le foto:
www.lastampa.it/padovani


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Nella foto sopra (courtesy Michele Rubino) uno dei laboratori, sempre pieno, con Guido Castagna e altri cioccolatieri con le creme spalmabili.

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Federico Cazzato della libreria Tastebook ha seguito con passione i laboratori portando ai degustatori delle lezioni di cioccolato i libri di Clara e Gigi Padovani

Cena al cioccolato tra le stelle

LOGO CIRCOLO UFFICIALI-100.jpg L’occasione per gustare un menu speciale realizzato da prestigiosi chef stellati è venuta da un giorno eccezionale, il 29 febbraio, che si può vivere soltanto ogni quattro anni. L'appuntamento è stato a Torino presso la prestigiosa Sala delle feste del Circolo Ufficiali Regione Militare Nord di corso Vinzaglio 6, alle ore 20.
Dopo la cena è seguita la presentazione del libro Gianduiotto Mania (Giunti) di Clara e Gigi Padovani – dal quale sono tratte alcune ricette della serata – dedicato al prodotto-bandiera di Torino declinato anche in preparazioni salate da grandi chef. Hanno dato la loro adesione quattro rinomati chef torinesi – Pier Bussetti, Stefano Gallo, Giovanni Grasso, Alfredo Russo – e il pasticcere Francesco Ciocatto, di Gerla. Una occasione unica, a un prezzo contenuto (50 euro con quattro vini compresi) grazie alla disponibilità degli chef, alla collaborazione dell’Azienda Acquerello, produttrice di riso di alta qualità stagionato apprezzato dall’alta ristorazione e della cantina di Barolo Terre da Vino, che presenterà quattro sue etichette, servite da sommelier dell'Ais (Associazione Italiana Sommelier - Delegazione di Torino).

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Ecco il menu
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- Antipasto di Alfredo Russo (foto sopra)
Chef del ristorante Dolce Stil Novo di Ciriè (To)
Tiramisù di pesce con fave e cacao

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- Primo piatto di Pier Bussetti (foto sopra)
Chef del ristorante Locanda Mongreno di Torino
Risotto Acquerello al timo e cacao

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- Secondo piatto di Stefano Gallo (foto sopra)
Chef del ristorante La Barrique di Torino
Piccione al pepe di Sechuan, verza in casseruola e salsa al gianduiotto

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- Pre-dessert di Giovanni Grasso (foto sopra)
Chef del ristorante La Credenza di San Maurizio Canavese (To)
Mousse al cioccolato, creme brulee all’arancia, salsa alla cannella e spaghetti fritti

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- Dessert di Francesco Ciocatto (foto sopra)
Pasticceria Gerla di Torino
Torta Gianduia
- Piccola pasticceria
Gianduiotti Gerla tagliati a mano

- Vini della Cantina Terre da Vino, Barolo
Piemonte Chardonnay Doc “Vallerenza”
Barbera d’Asti Doc Superiore “La luna e i falò” 2005
Barbaresco Docg “La casa in collina” 2004
Brachetto d’Acqui Docg “Asinari” 2007

Servizio vini a cura dell'Associazione Italiana Sommelier - Delegazione di Torino


Gianduiotto mania in libreria

Gli autori del libro "Conoscere il cioccolato" - Clara Vada Padovani e Gigi Padovani - , dopo un anno di tour dedicato al testo che ha cambiato la cultura del Cibo degli Dèi in Italia, al quale questo sito è in gran parte dedicato, hanno pubblicato un nuovo libro: il 15 novembre è stato presentato ai giornalisti nello show room di Scic a Milano e il 27 novembre a Torino, presso Eataly.

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Clara Vada Padovani e Gigi Padovani offrono un gianduiotto per ricordare a tutti il nuovo libro: Gianduiotto Mania, edito da Giunti.

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Cliccando sul logo You Tube andate al video di Eataly

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LA PRESENTAZIONE CON GIUSEPPE CULICCHIA A MILANO
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Un'immagine dell'affollato incontro con una cinquantina di giornalisti, svoltosi nello show-room Scic di Milano in via Durini. A sinistra, in primo piano, il collezionista di libri antichi e menu, Domenico Musci, seduto. In piedi, il pasticcere Galileo Reposo. A destra, si intravede Paolo Marchi e un gruppo di giornaliste.

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L'intervento dello chef Tonino Cannavacciuolo (in piedi con la barba) del ristorante Villa Crespi di Orta San Giulio, che ha illustrato la sua ricetta "bavarese di burrata". Si intravede la fotografa Francesca Brambilla, con la giacca grigia e i capelli biondi, autrice delle belle immagini del libro.

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Gli autori con lo scrittore, a destra, Giuseppe Culicchia. Sullo sfondo il cartello realizzato con l'immagine di Ugo Nespolo che è stata regalato dal grande artistista torinese al libro, per celebrare il gianduiotto.

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Lo scrittore Giuseppe Culicchia, da sinistra, con l'amministratore delegato della Caffarel (che ha sponsorizzato l'incontro) Vincenzo Montuori, e di spalle il responsabile del marketing Caffarel, Pierluigi Gallo

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E alla fine, ovviamente, degustazioni di gianduiotto Caffarel, dal 1867 sempre con la stessa formula e la lavorazione a estrusione inventata da Pier Paul Caffarel.

Ecco il lancio dell'Agenzia Italia:

AGI - Milano, 15 nov. - Il segreto è far incontrare la nocciola (di rigore piemontese) e il cacao. L’idea era venuta a Pier Paul Caffarel nel 1852, quando le importazioni di cacao erano diminuite su ordine del Governo che si trovava a far fronte ad una forte recessione economica. Era nato il Gianduiotto, fortunato cioccolatino italiano. Oggi, oltre centocinquanta anni dopo, Clara e Gigi Padovani ne ripercorrono la storia con un libro pubblicato da Giunti e presentato a Milano, dove a una parte storica se ne aggiunge un’altra di stampo più gustosamente culinario. Vi si può scoprire l’importante influenza dei valdesi nella via italiana al cioccolato, o che il Gianduiotto è stato il primo cioccolatino «vestito» (cioè incartato), o segreti delle tecniche di produzione. A quattro mani i due autori, naturalmente piemontesi, hanno riportato quanto scovato in archivi storici, nel tempio dei saperi della Caffarel, nelle cucine dei più grandi chef, nei manuali di cucina vecchi di un paio di secoli.
Ne esce fuori «Gianduiotto mania», un testo delizioso per contenuto e trattazione: da una lato le curiosità, le scoperte, le piccole sfumature delle evoluzioni della «barchetta» di cioccolato; dall’altro le ricette: 6 a base di savoiardi e gianduiotti, 6 che coniugano il cioccolatino piemonte allo zabaione, 14 menù storici (tra il 1859 e il 2007) con dolce rivisitato con Gianduiotto, 9 torte e 9 piatti salati di grandi chef cui è stato chiesto di inserire il peculiare gusto dolce del cioccolatino in un insieme culinario apparentemente estraneo. (AGI)

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Ecco il testo dell'Agenzia Ansa

ANSA - MILANO, 15 NOV - Un’opera per celebrare il gianduiotto, il cioccolatino più conosciuto al mondo. Si intitola ’Gianduiotto Mania - la via italiana al cioccolato: storia, fortuna e ricettè, il nuovo libro di Clara e Gigi Padovani, due cultori del ’cibo degli Deì, già autori, in coppia e singolarmente, di veri best seller legati al cioccolato e al mangiar bene italiano.
Pubblicato da Giunti editore e da oggi in vendita in libreria, il volume ripercorre, nelle pagine iniziali, le tappe fondamentali della storia del primo cioccolatino "vestito" al mondo. Nato a Torino a metà Ottocento dal matrimonio, il gianduiotto ha una storia secolare, che parte dall’approdo del cioccolato alla corte dei Savoia, alla fine del ’600, fino al debutto alle Gianduiedi del 1867.
In "Gianduiotto mania", la passione per questo prodotto torinese diventato un simbolo di eccellenza culinaria in tutto il mondo, è testimoniata anche dalle opinioni e dagli interventi di alcuni volti noti del mondo dello spettacolo, da Renzo Arbore a Piero Chiambretti, da Luciana Littizzetto a Simona Izzo e Ricky Tognazzi. Il volume, che nelle 192 pagine contiene anche una serie di ricette a base di gianduiotti formulate dai migliori chef e pasticceri italiani, è illustrato, con menu originali inediti, stampi d’epoca per dolci e documenti provenienti da musei, archivi storici, collezionisti privati. (ANSA).


Gobino raddoppia a Torino

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In via Maria Vittoria 10, nel centro di Torino, c'è un nuovo indirizzo per i golosi di tutta Italia: Guido Gobino, l'inventore del Tourinot, ha aperto una nuova bottega di cioccolato. Fuori, ancora l'insegna del negozio di timbri che vi era prima ospitato - la Soprintendenza non l'ha fatta togliere, con una visione della tutela artistica davvero "talebana" -, con accanto il marchio inconfondibile dei gianduiotti artigianali più famosi d'Italia. Si entra (nella foto di Enrico Deangelis dei Reporters, il cioccolatiere) e si è avvolti da un'atmosfera d'antan con legni, scaffali imponenti, grandi cremini e nocciolato. Si prosegue e si entra nelle sensazioni pure: stanza dei profumi, filmati, sala di lettura e degustazione, fino alla "cave" del cacao con la possibilità di un relax estremo al fondente. Alto design e tradizione, inventiva e solidi radici, sorpresa e semplicità. Da provare, con un po' di tempo e non soltanto nel giorno dell'inaugurazione (il 26 ottobre 2007, data storica) , per entrare dappieno nel mondo del Cibo degli Dei.

Nella sala lettura non mancano le copie del libro "Conoscere il cioccolato", che è stato preparato con l'aiuto di Gobino nel suo laboratorio di via Cagliari: comunque rimane aperto al pubblico.

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PHOTOGALLERY DELLA CIOCCOLATERIA POST-MODERNA
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L'insegna in via Lagrange: è rimasta la vecchia intestazione per volere della Soprintendenza di Torino

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Appena entrati, un'atmosfera da vecchia bottega torinese

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Un gianduiottone golose e enormi tavolette sul bancone

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Poi si passa nella sala dei profumi e dei filmati

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Segue la sala lettura: si notano copie di "Conoscere il cioccolato"...

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Nel sotterraneo il "tempio fondente": un momento di relax estremo. La ristrutturazione è stata curata dagli architetti Filippo Grosso e Paola Prina.

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Nella sala relax la protagonista, oltre ai led che scandiscono il tempo, è lei, la temperatrice con il cioccolato caldo che erutta cioccolato e che sembra dire: buona degustazione.

Modelle al cioccolato a Parigi

Al Salon du Chocolat in corso a Parigi nel Pars Expo, Hall 5, alla Porte de Versailles dal 19 al 22 ottobre 2007, l'apertura come sempre è stata dedicata alle modelle vestite o "svetite" con il cioccolato. La novità di quest'anno sono le ballerine del Crazy Horse, che avevano una goccia di cioccolato a nascondere il seno.

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Simbolo del Salon, inventato 13 anni fa dai coniugi Jeantet, è questa modella: Agathe de la Boulay. Il piacere del Cibo degli Dei si lega al design e alla raffinatezza dei grandi couturier francesi.

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E' una formula ormai collaudata, quella delle kermesse di Parigi, che ormai gli organizzatori hanno diffuso in altre grandi capitali del mondo:

- a novembre a New York, Metropolitan Pavillon a Altman BUilding

- dal 30 novembre al 2 dicembre a Mosca, Gostiny Dior

- dal 18 al 21 gennaio 2008 a Shangai, International Convention & Exhibition Centre

- dal 23 al 28 gennaio 2008 a Tokyo, Isetan

Si parla da tempo di un possibile Salon du Chocolat in Italia, ma finora non è stato raggiunto alcun accordo tra gli organizzatori francesi e le aziende di esposizione italiane interessate.

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Clicca sul logo per andare al sito del Salon du Chocolat

L'Era eurocholate a Perugia

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«L’era del cioccolato» è ufficialmente cominciata sabato 13 ottobre a Perugia, con un futuristico evento inaugurale che ha dato il via alla 14/a edizione di Eurochocolate. E tra giochi, mostre, stand, master, ed anche una «pausa salata» con i salami di Negroni, che costituisce una delle principali novità della quattordicesima edizione. Nella scorsa edizione era stato superato il milione di presenze «Abbiamo cominciato molto bene e ci auguriamo di percorrere la strada degli anni precedenti - ha detto oggi il presidente di Eurochocolate, Eugenio Guarducci (nella foto sopra con la figlia) - con un’edizione tranquilla ed un pubblico sereno».
maxitavoletta-200.jpgTra le attrazioni. un gigantesco «Joy pad» (realizzato con 10 quintali di cioccolata) e ad un cubo di 200 play station, sempre di cioccolata, ciascuna del peso di 10 chilogrammi. E proprio attraverso il mondo della play station, Eurochocolate ha immaginato l’ingresso nella nuova «Era del cioccolato».
Subito dopo la cerimonia di inaugurazione, è stato dato ufficialmente il via anche al «Geo choco-chacing», la moderna caccia al tesoro con strumentazione «high tech» che sta appassionando migliaia di persone in tutto il mondo.
La Novi ha esposto la tavoletta gigante (foto sopra) di cioccolato con la quale tenterà di entrare del Guinness dei primati: 3.580 chilogrammi di cioccolato, per 487,5 centimetri di lunghezza, 238,5 di larghezza e 28 di spessore. L’Era del cioccolato si svilupperà poi attraverso decine di eventi diversi, con una sezione speciale dedicata, come sempre, ai Paesi produttori di cacao e al commercio equo e solidale, patrocinata dalla Icco (International Cocoa Organization) e Faitrade Transfair Italia. Comprende anche il «C8» (Summit internazionale dei primi otto Paesi produttori di cacao), e «Chocolate Exchange», una vera e propria Borsa internazionale del cioccolato patrocinata dall’Ice (Istituto per il commercio estero). Inoltre a Perugia è prevista una grande inezione tecnologica: come se un mouse dovesse finire nella "dolce" trappola del cioccolato (foto sotto).
topo-340.jpg E quest’anno Eurochocolate propone, nella Rocca Paolina, un percorso al buio, per una degustazione che esclude la vista, ma permette di utilizzare gli altri quattro sensi. Si scoprirà così che la qualità del cioccolato è dettata anche dalla superficie, più o meno liscia, dalla velocità con cui si scioglie tra le dita, o dal rumore («Snap», che dà il nome all’evento) che emette quando viene spezzato.

Il Premio Bancarella Cucina ai Padovani

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(ANSA) - PONTREMOLI (MASSA CARRARA), 7 OTT - Elena Kostioukovitch con il libro ’Perchè agli italiani piace parlare di cibò (Sperling & Kupfer), ha vinto il Premio Bancarella della Cucina 2007, dedicato alla letteratura enogastronomica, con 20 voti su 87 prevenuti. L’ autrice, docente all’Università degli Studi di Milano, è traduttrice in russo degli scritti di Umberto Eco, che ha scritto la prefazione di questo libro, un viaggio eno-gastronomico per raccontare l’Italia dal punto di vista di un’autrice straniera. Lo spoglio pubblico dei voti, pervenuti da esponenti dell’Accademia Italiana della Cucina e da librai, come da tradizione dei premi Bancarella ha concluso la rassegna di questo pomeriggio, che si è svolta nel settecentesco Teatro della Rosa. A Clara e Gigi Padovani è stato consegnato il premio alla memoria di Angelo Paracucchi, istituito quest’anno, per il volume ’Conoscere il Cioccolatò (Ed. Ponte Alle Grazie), mentre a Nico Orengo, noto giornalista e scrittore che ha dedicato numerosi libri al mondo gastronomico, è stato attribuito il Premio Baldassarre Molossi alla carriera. «Questa manifestazione permette di far conoscere la gastronomia come bene culturale» ha rilevato Giuseppe Dell’Osso, Presidente dell’Accademia Italiana della Cucina mentre Giuseppe Benelli, Presidente della Fondazione Città del Libro, ha ricordato che «l’Italia è ricca di un patrimonio di beni incommensurabili non solo nell’ambito delle opere d’arte, ma altrettanto delle tradizioni gastronomiche». (ANSA).

Nella foto sopra, la fascetta del premio sulla copertina del volume e l'opera consegnata agli autori: un piatto realizzato presso la fonderia artistica Gem di Pietrasanta da un disegno di Beppe Giacobbe e realizzato da Claudio Giumelli e Serana Pruno

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Nella foto, scattata nel teatro di Pontremoli, l'autrice Clara Vada Padovani con accanto l'artista Serena Pruno, la vincitrice del Bancarella Elena Kostioukovitch e l'architetto e critico d'arte Claudio Giumelli

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Un'immagine del Teatro della Rosa di Pontremoli dove si è svolta la premiazione del Bancarella Cucina 2007, uno scrigno ottocentesco, con un folto pubblico.

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Il Premio Bancarella Cucina 2007 (sullo sfondo del teatro il logo della rassegna) è giunto alla seconda edizione


Dolcemente Prato: golosi e sensuali

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Ecco un appuntamento dedicato all'alta pasticceria che vale il viaggio: si svolge dal 5 al 7 ottobre a Prato, città d'arte e di cioccolaterie e si intitola "Dolcemente Prato". Sede dell'appuntamento sarà il Centro Pecci di arte contemporanea: degustazioni, performance teatrali, film, dibattiti e una mostra fotografica assai interessante. Si chiama "Ottiche differenti" e presso gli spazi di Officina giovani presenta le opere realizzate da tre giovani fotografe, Claudia Cataldi, Matilde Maddalena (nella foto sopra, un suo nudo) e Vanesa Heredia. La particolarità di questo lavoro è che i pasticceri Paolo Sacchetti (vicepresidente della Accademia Maestri Pasticceri Italiani, che collabora alla kermesse), Luca Mannori e Luca Signorini hanno lavorato con le artiste per creare dolci interpretazioni: così l'emozione di quando si entra in una pasticceria viene rappresentata in grandi pannelli da un metro e mezzo di lato. A guardare questa immagine, nessuno però ricorderà che il cioccolato è stato perparato da Mannori...

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Miss Italia alla Nutella

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Ricordate le polemiche sulle modelle anoressiche, nate dai manifesti di Oliviero Toscani? Se ne è avuta eco anche a Salsomaggiore nella finale di Miss Italia. Ora interviene anche il sindaco di San Martino Buon Albergo, paese natale dell'ultima incoronata dal concorso. "Silvia anoressica? ma non scherziamo! Può aver perso qualche chilo per lo stress, ma lei non ha questi problemi". E' quanto ha dichiarato il primo cittadino Valerio Avesani, ilq uale ha già pronto il regalo giusto per Silvia: «Appena torna - ha spiegato - le regalerò un vaso da due kg di Nutella, di cui lei è golosa, così la rimettiamo in forma». Avesani non sa ancora tuttavia quando Miss Italia farà ritorno a Marcellise, la frazione di San Martino, dove Silvia vive con la famiglia. È certo che l’amministrazione organizzerà una festa in pompa magna per il rientro della sua famosa concittadina. «Queste polemiche sulla magrezza di Silvia - prosegue Avesani - non le capisco. Silvia la conosco, è una ragazza sanissima, ha sempre fatto tanto sport. Può aver perso un pò di peso in questo periodo, per via dello stress vissuto con il concorso di Salsomaggiore».

Hashish al cioccolato? No, grazie

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Ma perché? In fondo, il cacao ha tante a tali sostanze appaganti, compresi i cannaboidi, che non pare proprio necessario l'uso particolare del Cibo degli Dei che il 22 settembre 2007 hanno scoperto (a leggere un'agenzia di stampa) i carabinieri di Lecce: c'è pure l'hashish al profumo di cioccolato. L'inquietante ritrovamento è avvenuto nel retrobottega di un bar. I militari, presentatisi per prendere un caffè, hanno avviato la perquisizione e trovato la scorta di droga, pronta per il fine settimana: hashish del tipo "cioccolato". Prima conseguenza: manette per il titolare. Seconda conseguenza: sequestro di 40 grammi di stupefacente, in parte già pronto per lo spaccio, insieme a un taglierino e bustine di cellophane. Terza conseguenza: gli interrogativi che suscita tale notizia.

Ci chiediamo: ma era necessario? A noi il cioccolato piace "puro", senza grassi vegetali aggiunti. Quanto all'hashish, non ce ne intendiamo, ma crediamo che il cacao non sia proprio necessario.

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Festa dell'Unità e Nutella

festa42985_img.jpg Su "Repubblica" del 25 agosto 2007, Alessandra Longo ha pubblicato un piccolo commento nella rubrica "Bel Paese", intitolato "Nutella". Così comincia l'articolo: "Cambiereste il marchio della Nutella?". Naturalmente no. Perché parlarne? Il tema è stato introdotto dal tesoriere dei Ds, il senatore Ugo Sposetti (uno di quei "vecchi compagni" già nel Pci che deve aver sentito il profumo delle salsisse arrostite fin da piccolo), il quale ha voluto fare un paragone tra il marchio della più famosa crema da spalmare e le kermesse per il giornale della Quercia, nate nel dopoguerra. Tutto ha origine, a metà agosto, da una proposta del prodiano Salvatore Vassallo, politologo bolognese, il quale ha avanzato l'idea-provocazione che ha fatto sobbalzare i Ds: quando ci sarà il Partito democratico, anche le vostre feste dovranno cambiare nome, in "feste dell'Ulivo". Apriti cielo. E Sposetti ha commentato: "Ma c'è qualcuno che pensa di cambiare il marchio della Nutella?". Nel commento di "Repubblica", Alessandra Longo pare dargli ragione. E poi, la piadina con la Nutella, non è un classico delle Feste dell'Unità? A Rimini ci fu persino un confronto politico nei Ds: trovate tutto nel libro "Nutella, un mito italiano" (Rizzoli. 2004) di Gigi Padovani.

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Una rara immagine di Carosello degli Anni Sessanta, con un bimbo che ha in mano un vasetto di "Supercrema", prima che il 20 aprile del 1964 fosse battezzata come Nutella.

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La prima pubblicità del nuovo prodotto Ferrero, realizzata nel 1964. La grafica è del famoso "Studio Stile" di Milano, i cui titolari erano Gian Rossetti (il disegnatore) e Carmelo Cremonesi: furono gli inventori di manifesti e di spot per "Casorello" molto noti. Il carattere con il quale Cremonesi ha studiato il nome "Nutella" è un "helvetica medium", molto simile a quello stesso usato per il marchio "Olivetti".

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Una pubblicità olandese degli Anni Ottanta per la Nutella: in tutto il mondo, dal 1964, non è mai cambiato né il "lettering" del marchio né il tipo di vasetto. La Ferrero è oggi una holdind multinazionale con sede a Lussemburgo, presente in tutto il mondo. La Nutella è prodotta in Italia, Francia, Germania, Stati Uniti, Canada, Polonia, Australia.

Un anno alla vecchina ruba-barrette

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Vi ricordate quando arrivò l'euro? Furoreggiavano le monete in cioccolato. Chissà se la vecchina lombarda "beccata" sulla Riviera Ligure li aveva visti, allora. Fatto sta che la sua passione per il Cibo degli Dei le è costata cara: è stata colta da una voglia irrefrenabile di mangiarlo proprio mentre era in un supermercato... e si è "dimenticata" di pagare!
La conclusione, per un furto di del valore forse di meno di un euro (a seconda della qualità del cioccolato) è piuttosto incredibile: la poverina è stata infatti condannata a un anno e due mesi di reclusione (con il beneficio della condizionale). E per di più, la choco-abbuffata le ìè costata anche due notti di carcere.
Tutto è nato dal tentativo di una signora in vacanza di rubare tre barrette di cioccolato da un espositore di un supermercato di San Bartolomeo al Mare (in provincia di Imperia) dalla venerando età di 76 anni: le agenzie di stampa ci riferiscono che è abitante a Bollate, in provincia di Milano. La donna è stata arrestata dai carabinieri a San Bartolomeo con l’accusa di rapina impropria, dopo essere stata sorpresa da un’impiegata del supermercato di 32 anni.
In realtà la sanzione così pesante della giustizia è da ricercare dalla sua reazione, non proprio urbana, a base di calci e graffi, quando le sono state contestate le barrette rubate. Figuriamoci la sorpresa del marito che l’attendeva fuori dal negozio con le borse della spesa. Con gran stupore, ha visto arrivare una pattuglia dei carabinieri e caricare la moglie in macchina.
Difesa dall’avvocato Mario Leone, l’anziana il giorno dopo Ferragosto è comparsa davanti al giudice Domenico Varalli di Imperia, patteggiando la pena. È stata condannata sia per il tentativo di rapina impropria che per le lesioni (10 giorni di prognosi) procurate all’impiegata.

Cacao: cooperazione tra Ecuador e Italia

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Le strategie per dare un forte impulso alla industrializzazione del cacao ltinoamericano negli stessi paesi di produzione, la possibilità di utilizzazione per questo del know how italiano, oltre all’esame delle prospettive di commercializzazione in Italia ed in Europa del cioccolato finito, sono al centro di un seminario internazionale organizzato dall’Istituto italo-latinoamericano (Iila)organizzato in Ecaduor, a Quito, dal 16 al 20 luglio 2007. All’inaugurazione dell’evento, che ha per tema "Dal cacao al cioccolato" e intende reare reti di esportazione attraverso la micro e piccola impresa, è intervenuto il sottosegretario al Commercio estero italiano, Milos Budin.
Nella presentazione dell’iniziativa, a cui hanno contribuito anche il ministero degli Esteri italiano e la Direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo, l’Iila ha ricordato che «dei 21 paesi membri dell’organizzazione, 15 sono produttori di cacao, pianta coltivata spesso da piccoli e medi agricoltori, mentre il cioccolato è elaborato, prevalentemente, nel resto del mondo».
Gli esperti ecuadoriani ed italiani - fra cui Silvio Bessone, presidente della Associazione nazionale dei cioccolatai, Giulio Iacchetti, architetto e docente universitario di disegno industriale e Monica Meschini, consulente alimentare internazionale - hanno discusso delle potenzialità dei diversi tipi di cacao, degli standard di qualità e del gusto del mercato europeo. I partecipanti hanno l’opportunità di partecipare a corsi pratici di formazione che esamineranno tutte le fasi della produzione, dal corretto trattamento del cacao fino alla scelta dell’imballaggio.

Va bene l'export di cioccolato italiano

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Un'immagine del famoso film "La fabbrica di cioccolato" tratto dal romanzo di Dahl
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Il cioccolato italiano è il settore che va meglio nel comparto dolciario. E soprattutto conquista i mercati esteri. La conferma viene dai dati del 2006 forniti dall'Aidi, l'Associazione industrie dolciarie della Confindustria. L'incremento è in volume è del 2,7%, in volume, contro un 2,3% in valore. Sostanzialmente stabile il risultato del comparto dei prodotti da forno, mentre scendono gelati e confetteria.
Per quanto riguarda tutto il settore dolciario, la crescita è stata molto più bassa: dello 0,3% in volume e 1,2% in valore. In cifre assolute la produzione dolciaria 2006 è stata di 1.750.000 tonnellate per un valore di oltre 10 miliardi di euro.
Queste cifre sono il segno di una significativa contrazione dei consumi interni (pari a un calo del 2,5%), mentre l'export nel 2006 ha funzionato da traino all’intero settore dolciario: la crescita è stata infatti del 7,8% in volume e del 9,8% in valore (590.000 di tonnellate per quasi 2 miliardi di euro).
Si è così invertita la tendenza negativa degli ultimi anni, che aveva visto l’import superare l’export in termini di crescita percentuale. La propensione all’ export complessiva del settore dolciario ha toccato, nel 2006, il 20% in valore e superato il 35% in volume - oltre il 50% per i prodotti a base di cioccolato - indici che dimostrano la progressiva e reale apertura del comparto dolciario sui mercati esteri.

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Nella fabbrica di cioccolato

L'anno prossimo la Max Felchlin Ag compirà 100 anni. E' un nome molto conosciuto tra gli intenditori di cioccolato e i professionisti, non per il grande pubblico. E' uno dei produttori di più alta qualità in Svizzera, nel cuore dei cantoni dove è nata la Confederazione, sulle rive del lago di Lucerna, e dal 1996 ha rivolto la sua attenzione ai cacao d'origine, producendo tra i migliori cru al mondo. In particolare sono eccezionali il Cru Sauvage al 68% - realizzato con le piccole fave boliviane che crescono spontanee nella foresta amazzonica - e il nuovo dominicano biologico, gli ultimi nati. Ben noti ai professionisti anche il Maracaibo Classificado 65% (Venezuela) e l'Arriba 72% (Ecuador, presidio Slow Food), per rimanere soltanto ai fondenti.

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1. Nella foto, il lago di Lucerna tra le montagne con una tavoletta da degustazione Felchlin

Il 6 giugno incontro d'eccezione alla scuola Condirama, aperta ai più grandi pasticceri del mondo: è stata organizzata da Gianni Peretti, della Maison Dolci di Torino, che ha voluto presentare ai partecipanti al corso anche il libro "Conoscere il cioccolato".

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2. Nella foto, al centro Gianni Peretti con il libro in mano

I due maestri della scuola. con il manager Felchlin per l'export marketing, Claude Schellenberger, hanno accolto gli ospiti del corso, pasticceri e panettieri del Club Richemont Italia: tutti vestiti con kimono alla giapponese per apprendere tecniche di degustazione e per la scuola di alta cioccolatieria.

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3. Con l'abito scuro, da destra, Schellemberger, con accanto Peretti e gli chef di Condirama

Immancabile una foto ricordo con Stephan e Simon: al centro gli autori di "Conoscere il cioccolato" Clara (ancora in kimono) e Gigi Padovani

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4. Nella foto, da sinistra, lo chef pasticcere Sthephan Iten, Gigi Padovani, Clara Vada Padovani e Simon Badertscher

Nell'azienda Felchlin, che ha anche un piccolo spaccio che vende al pubblico - unica occasione al mondo, se non si è professionisti, merita la gita: due ore di autostrada da Chiassio, dopo il Gottardo - le tavolette Grand Cru. Il fatturato è intorno ai 45 milioni di franchi, con 120 dipendenti.

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5. Un'immagine dall'esterno dello stabilimento a Ibach, vicino a Schwyz

La particolarità del cioccolato Felchlin è di avere, per i Grand Cru, un concaggio di 72 ore con le solide macchine U. Ammann Langehthal che lavorano a rendere il fondente ancora più vellutato, come si faceva un tempo. In genere il concaggio nelle macchine normali dura la metà. Queste sono conche longitudinali piani, ormai quasi scomparse.

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6. Nella foto, le conche al lavoro: sono in fuzione per tre giorni e la temperatura all'interno va naturalmente fino a 80°C.

Lasciano la Felchlin, si vedono i verdi prati svizzeri e la strada dalle vetrate che si affacciano sulla sala conche, orgoglio dell'azienda.

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7. Uno sguardo sulla Svizzera dalla sala di lavorazione del fondente.

Votateci per i Libri da Gustare

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VOTATE PER "CONOSCERE IL CIOCCOLATO"

(Cliccate sul logo dei "Libri da gustare" qui sottto:
iscrivetevi al sito che organizza la votazione)

logo libri_da_gustare.gif Al secondo giorno della Fiera del libro, venerdì 11 maggio 2007 presso lo stand della Rai (foto sopra) sono stati proclamati ufficialmente i testi che concorrono per il premio "Libri da Gustare", rassegna organizzata dalla associazione presieduta da Claudia Ferraresi, "Cà d'j amis". Dopo aver già conquistato il premio "Paracucchi" del Bancarella Cucina - sarà consegnato in ottobre - il libro "Conoscere il cioccolato" si piazza anche in questa prestigiosa graduatoria dei 20 libri più importanti nel 2006.

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LE RECENSIONI AL LIBRO
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gadget fiera libro bassa.jpgCucina & Vini – Clara Ippolito
“Un autorevole ritratto del cioccolato, gradito ai veterani ma anche ai neofiti”

Gambero Rosso
“E' molto interessante: dalle origini del cacao ai cioccolatieri artigiani più famosi”

Repubblica Salute – Caterina Viola
“Una conoscenza più approfondita dei segreti del cioccolato permetterà di apprezzarlo meglio”

Messaggero - Giacomo A. Dente
“La più bella guida oggi disponibile in materia”

Specchio della Stampa – Maurizio Assalto
"Scritto da due dei migliori specialisti dell’argomento: indispensabile”

Papillon - Paolo Massobrio
“E' un libro che mancava in Italia, è la bibbia del cioccolato”

Dolcesalato
“Interessante per i professionisti e indispensabile per gli amanti del cioccolato”

Pasticceria Internazionale
“Questo volume è il risultato di anni di incontri, letture e ricerche nel mondo del cioccolato”

La Cucina Italiana - Maria Vittoria Dalla Cia
Storia, scienza, arte e virtù in un'opera avvincente

Panorama - Fiammetta Fadda
“Un volume enciclopedico e frizzante su theobroma cacao”

Il Giornale - Paolo Marchi
“Un viaggio nel mondo del cacao destinato a diventare un'opera di riferimento”

Ristorarte – Roberta Schira
“Uno dei trattati più completi sull'argomento”

Grazia – Olivia Chierighini
“Se amate la cioccolata, lasciatevi pure cullare dalla passione, ma leggete questo buon libro”

Tavolette d'oro 2006

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Anche quest’anno la Compagnia del Cioccolato ha assegnato il Premio Tavoletta d’oro, durante la importante manifestazione “Vitigno Italia”, svoltasi a Napoli domenica 20 maggio. "Questo è un premio che diamo al cioccolato e alla singola tavoletta. Infatti noi generalmente premiamo questa, più che la produzione complessiva di un produttore" ha osservato Gilberto Mora Direttore della Compagnia del Cioccolato che ha presentato i finalisti e i vincitori dei migliori cioccolati delle categorie latte, fondente, cacao d'origine.
Per la categoria latte ha vinto De Bondt con il Venezuela 38%, per la categoria fondente Andrea Slitti ha conquistato quest’anno il primo posto con il suo GranCacao 73% e per la categoria cacao d'origine l’Ocumare 61 del Domori Chateau “Puertomar” al 75%. Per le tavolette aromatizzate è stata assegnata una Tavoletta d’oro speciale al lavoro di Paul De Bondt e Cecilia Iacobelli mentre sono state assegnate tre menzioni speciali a Slitti per le creme spalmabili, a Gobino per i giandujotti e a Franco Rizzati come cioccolatiere emergente.
“Le tavolette finaliste sono da considerarsi in realtà tutte vincitrici,” ha sottolineato Gilberto Mora “ poiché oltre ad essere ottimi cioccolati hanno superato una rigida selezione. Infatti sono state individuate grazie ad un lungo e complesso lavoro di valutazione, effettuato dai differenti panel di degustazione della Compagnia del Cioccolato. Per dare un punteggio ci si riferisce all'aspetto del cioccolato, al suo profumo, all'aspetto fisico che ha durante la degustazione dal quale risalta la sua lavorazione, al gusto e al retrogusto che lascia. Il tutto seguendo una rigorosa scheda di degustazione con più di 12 elementi da considerare.
La grande novità di quest'anno, ha concluso Mora, è stato l'aumento quasi esponenziale di prodotti da degustare e il generalizzato miglioramento che abbiamo riscontrato nella produzione di cioccolato al latte che, nelle passate edizioni, rappresentava la categoria con alcune vette ma con pochi protagonisti di alto livello. In generale però si è verificato che in tutte le categorie degustate è sempre più alta la forbice tra i produttori finalisti, che rappresentano il vertice dell’arte cioccolatiera italiana, e gli altri produttori. Proprio su questo aspetto abbiamo cercato di focalizzare il lavoro dei nostri panel di degustazione per il 2006 per ricercare giovani cioccolatieri che seguono un percorso personale ed innovativo. Da questa attenzione è scaturita la menzione speciale al giovane cioccolatiere emergente. Da rilevare, inoltre, visto che quest’anno la sede della premiazione è Napoli, la presenza tra i finalisti di cioccolatieri di qualità del Sud Italia come Maglio, Bonajuto e Donna Elvira.”
Il cioccolato italiano sta decisamente diventando "grande", è sempre di più un punto di riferimento nella produzione europea e, di conseguenza, la ricerca della qualità deve essere un obbiettivo irrinunciabile.

Cioccolato e Partito democratico

Il Cibo degli Dèi e il nuovo soggetto politico che sta nascendo dai congressi dei Ds a Firenze e della Margherita: qual è la relazione? E' nel sorprendente incipit del nuovo libro di Luciano Violante, ex presidente della Camera e autorevole esponente della Quercia. Si intitola Uncorrect, è pubblicato da Piemme e il sottotitolo è "10 passi per evitare il fallimento del Partito Democratico".
Già, ma il cioccolato? Ecco uno stralcio dall'introduzione (pag. 5-8):
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Sulla natura del cioccolato
(e del Partito Democratico)

lucianoviolante.gifAlcune discussioni sul Partito Democratico, se sarà un partito leggero e fluttuante, come dicono i suoi avversari, oppure solido e consistente, come dicono i suoi sostenitori, ricordano la disputa sulla natura del cioccolato che nel Cinquecento divise gesuiti e domenicani e impegnò ben sei papi. I gesuiti sostenevano che si trattasse di un liquido e quindi il credente avrebbe dovuto cibarsene anche poche ore prima della Comunione e durante i periodi di digiuno, compresa la Quaresima. I domenicani affermavano che la cioccolata è un solido e quindi il credente non avrebbe potuto cibarsene né prima della Comunione, né durante i periodi di digiuno.
violante.jpgNella seconda metà del Cinquecento Pio V abbracciò la tesi dei gesuiti, che circa un secolo dopo venne ben motivata dal cardinale Francesco Brancaccio con il ricorso ad Aristotele: la cioccolata era bevanda solo
, per accidens restava tuttavia un liquido e quindi poteva essere assunta anche durante i digiuni.
Ma la morale della storia, che ho appreso da un aureo libretto di Clara e Gigi Padovani,
, Conoscere il cioccolatosta altrove.
Mentre i cattolici erano impegnati in queste sottili discussioni, i protestanti, liberi da Comunioni e da Quaresime, si dedicarono subito e proficuamente all'industria del cioccolato, ricavandone utii considerevoli.
[...]
Questo piccolo libro si pone perciò l'obbiettivo di denunciare i dieci principali errori che potremmo compiere nella fase di costruzione del Partito Democratico.
Consapevole che delle nostre incertezze potrebbe avvantaggiarsi qualcun altro, come fecero i protestanti con il cioccolato.

Vai al sito dell'on Luciano Violante
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copertina conoscere il cioccolato.jpgFin qui la citazione. A noi, autori del libro "aureo" in questione, spetta fare tre considerazioni:

1) ci fa piacere che anche l'on. Violante, come molti altri politici dei due schieramenti (da Fabrizio Cicchitto e Claudio Scajola di Forza Italia ad Alfonso Pecoraro Scanio dei Verdi fino al Presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi), sia un appassionato di cioccolato, tanto da voler citare il nostro libro e da usarlo come indovinato artifizio retorico per commentare la travagliata nascita del Pd.

2) è vero che furono i Valdesi a Torino a inventare l'industria del cioccolato italiana e il gianduiotto, con le famiglie Prochet, Caffarel, Talmon. Ed è vero che i Fry e i Cadbury erano Quaqueri, cioè minoranze protestanti "puriste", come Mormoni sono gli Hershey negli Stati Uniti. Per non parlare di tutti i pioneri svizzeri del cioccolato, da Lindt a Suchard.

3) possiamo augurarci che il travaglio del Partito Democratico tragga spunto dalla storia del cioccolato: sia fondente e non troppo amaro! Né c'è da augurarsi che si sciolga in fretta come una tavoletta al latte...

Clara e Gigi Padovani

I 150 anni della Marca Leone

Logo 150 Anni-340.jpg Piacevano a Camillo Benso, conte di Cavour, che incominciò a gustarle nel 1857, quando l'azienda nacque in Piemonte, ad Alba, prima di trasferirsi a Torino. E oggi sono apprezzate anche da Laura Bush, la moglie del presidente americano, che le ricevette in dono durante le Olimpiadi Invernali del 2006. Sono centocinquant'anni di dolcezze, che sono stati celebrati in gran spolvero dalla storica azienda dolciaria torinese Pastiglie Leone. In contemporanea è stato inaugurato, il 18 aprile del 2007, la nuova sede nell’area industriale di Collegno, in regione Savonera, un centro a pochi chilometri dal capoluogo torinese.
L’azienda, che nel 2006 ha fatturato oltre sette milioni di euro, ogni anno vende due milioni e mezzo delle caratteristiche scatoline, diventate veri e propri oggetti di culto. Il nuovo e più ampio stabilimento, dove s’incontrano tecnologie avanzate e tradizione artigianale nella lavorazione dolciaria, consentirà alla Pastiglie Leone di sviluppare la penetrazione nei mercati stranieri, che già oggi rappresenta il 7 per cento del giro d’affari dell’azienda.
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Per i 150 anni di attività le Pastiglie Leone si sono vestite a festa: è stata creata anche una «linea anniversario», in edizione limitata. Alla guida dell'industria, dal 1934, c'è la famiglia Monero: il padre Guido Monero, con la moglie Gigliola, e i figli Emanuele Daniela, tutti impegnani nell’azienda.
Il nuovo stabilimento occupa 8 mila metri quadri e per realizzarlo è stato necessario un investimento (con diversi istituti di credito) di circa 8 milioni di euro. La manodopera è aumentata del 22 per cento, con 60 dipendenti impegnati nelle produzioni.
La novità per i golosi è che nel corso del 2007, ritornerà a produrre delizie a base di cioccolato: Monero ha reperito attraverso un'azienda americana che si occupa di macchinari "vintage" alcune conche piane della ditta Galantini, che lavorano 60 ore per creare un cioccolato finissimo. Un'altra novità è rappresentata dalla scelta di produrre il cioccolato al latte con prodotto fresco, invece che con il latte in polvere.
A Torino si usava dire, per molti anni, "a l'è Marca Leon". Vuol dire: "è di marca Leone". Significa che un prodotto o un patto tra gentiluomini è certificato dalla bontà garantita. Ci aspettiamo che il nuovo fondente - che sarà in commercio da ottobre 2007 - si confermi... Marca Leone.

Meglio il cioccolato del bacio, per il cervello

cervello.gifQuando si scioglie in bocca il cioccolato è più sensuale di un bacio appassionato. Lo rivela uno studio pubblicato nel Regno Unito il 16 aprile 2007. «Il cioccolato batte i baci a mani basse quando si tratta di provocare un lungo piacere al corpo e al cervello: dura fino a quattro volte di più», ha commentato David Lewis, uno scienziato del Mind Lab, un gruppo di ricerca creato da industrie del settore, che ha realizzato lo studio. Lewis ha affermato che le capacità del cioccolato di agire positivamente a livello psichico erano già note ma ha aggiunto che il modo migliore per massimizzarne gli effetti è di farlo sciogliere sulla lingua.

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Lo scienziato, assieme ad altri ricercatori, è arrivato a questa conclusione dopo aver monitorato alcune coppie di volontari, tutti di circa 20 anni. Il battito cardiaco e l’attività cerebrale è stata studiata attraverso degli elletrodi e si è scoperto che mentre mangiavano cioccolato le pulsazioni salivano fino a 140 al minuto, oltre doppio del normale e molto di più rispetto ad un bacio. «Ci aspettavamo che il cioccolato, soprattutto il fondente, aumentasse l’attività cardiaca perchè contiene alcune sostanze eccitante ma non pensavano che la forza e la durata dei suoi effetti fossero così potenti», ha dichiarato Lewis.
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[Nell'immagine, il famoso dipinto di Francesco Hayez del 1859, Il bacio, ospitato alla Pinacoteca di Brera, a Milano].
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Fin qui la notizia delle agenzie internazionali di stampa, diffusa in tutto il mondo. Viene da chiedersi cosa succeda al nostro battito cardiaco quando si mangia un "Bacio" al cioccolato...

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Tanti auguri Sacher Torte!

sacher torte-340.jpg La più famosa torta al mondo, la «Sacher Torte Original», compie 175 anni: per celebrare l’anniversario della creazione del prelibato dolce di cioccolato viennese è stato organizzato un party in terrazza e una serenata della più famosa cantante d’opera spagnola, Montserrat Caballe. La festa si terrà al prestigioso Hotel Sacher, che produce la famosa torta - secondo una ricetta gelosamente custodita in una cassetta di sicurezza - in un box di legno con sigillo e angoli di cioccolato. «Di originale ce n’è una sola», ha dichiarato il gestore dell’albergo, Elisabeth Guertler, parlando con i giornalisti prima di dare inizio alle feste.
Da anni, infatti, l’Hotel Sacher, situato nel centro di Vienna, proprio davanti all’Opera, rivendica «l’originalità» della torta e si batte contro la concorrenza, in particolare quella di Demel. Le origini della torta Sacher risalgono al 1832, quando FranzSacher, un apprendista pasticciere di 16 anni, che sostituiva lo chef ammalato alla Corte del principe Metternich, creò il dessert per ospiti speciali.
12 aprile 2007

Viva le uova di Pasqua artigianali

Uova a Roma-340.jpgLa tendenza della Pasqua 2007è per i prodotti di qualità: tutte le indagini confermano questa preferenza dei consumatori italiani. Meglio comprare un uovo un po' più piccolo, si potrebbe dire, per il quale la sorpresa non sia così lussuosa, ma che sia fatto da un laboratorio artigianale di qualità o sia di "cioccolato puro", qualora dell'industria italiana.
La Confartigianato ha diffuso una nota, alla vigilia della ricorrenza pasquale 2007, nella quali si parla di un incremento delle uova artigianalati del 7 per cento rispetto all'anno precedente. Secondo le previsioni della Confartigianato, realizzate sulla base di un sondaggio svolto presso un campione di 800 pasticceri, in questa settimana saranno venduti circa 48 mila quintali di uova di cioccolato, per per un valore di circa 58 milioni di euro, e 63 mila quintali di colombe, per oltre 62 milioni. In totale quindi gli italiani spenderanno 120 milioni di euro in uova e colombe realizzate dai 15 mila laboratori artigiani di pasticceria attivi nel nostro Paese.
Il boom dei consumi di cioccolato va di pari passo con il forte incremento del numero delle cioccolaterie, nicchia produttiva composta nel complesso da 356 laboratori, specializzati esclusivamente nella lavorazione del cacao e nella produzione di prelibatezze al cioccolato, aumentati in termini di quantità del 36% dal 2001 al 2006.
Secondo l'indagine Confartigianato, la presenza maggiore di cioccolaterie viene registrata in Campania (che ne conta in tutto 73), in Piemonte (50 laboratori) e in Lombardia (27); anche se nel periodo 2001-2006 l’aumento più consistente è stato archiviato in Campania, Sardegna e Sicilia. Inoltre, informa ancora lo studio, le province con maggiore diffusione di laboratori di cioccolateria sono quelle di Napoli, Avellino e Torino.

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E tanti auguri a tutti!

"CONOSCERE IL CIOCCOLATO" PREMIATO CON IL "PARACUCCHI" 2007 E' una sezione del Bancarella Cucina


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ROMA, 29 marzo 2007 - (Adnkronos) - La Commissione giudicatrice del Premio «Bancarella della Cucina» presieduta da Giuseppe dell’Osso, Presidente dell’Accademia Italiana della Cucina e da Giuseppe Benelli, Presidente della Fondazione Città del Libro di Pontremoli, ha scelto la «Cinquina» dei libri che a ottobre concorreranno alla Seconda edizione del Premio. I volumi vincitori del Premio Selezione «Bancarella della Cucina» sono: 1) Roberto Iovino-Ileana Mattioni: «Sinfonia gastronomica: musica, eros e cucina» (Milano, Viennepierre edizioni); 2) Elena Kostioukovitch: «Perchè agli italiani piace parlare del cibo : un itinerario tra storia, cultura e costume» (Milano, Sperling & Kupfer); 3) La Ditta: «Non è vero che tutto fa brodo» (Milano, Guido Tommasi editore); 4) Lejla Mancusi Sorrentino: «La pasta è servita: l’alimento più amato dagli italiani: leggende, storia e ricette» (Napoli, edizioni Intra Moenia); 5) Ulderico Bernardi: «Il profumo delle tavole: tradizione e cucina nelle Venezie» (Treviso, Editrice Santi Quaranta).
La Commissione giudicatrice ha inoltre assegnato il Premio «Angelo Paracucchi 2007» al volume di Clara e Gigi Padovani: «Conoscere il cioccolato» , (Milano, Ponte alla Grazie).
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La cerimonia dell’assegnazione del Premio «Bancarella della Cucina» avrà luogo nel pomeriggio di domenica 7 ottobre al Teatro della Rosa a Pontremoli.

La Stampa ha pubblicato la notizia nella pagina cultura di venerdì 30 marzo 2007.

Vai alla pagina de "La Stampa"


Il successo di Cioccola-Tò

La quinta edizione di ’"Cioccola-To" si è conclusa l'11 marzo con un bilancio di 900 mila visitatori e 52 tonnellate di cioccolato vendute. Alla manifestazione, che si era aperta il 3 marzo, hanno partecipato 74 espositori.

A Modica: "Ciok si gira!"

eurochocolate_modica.gif Nove giorni dedicati al cioccolato. È il programma di «Eurochocolate 2007», la kermesse che dal 17 al 25 marzo farà di Modica il cuore dolce della Sicilia. Per questa terza edizione si è scelto lo slogan "Ciok si gira!", ispirato alla forma della tavoletta di cioccolato modicano che, con i suoi quattro riquadri, assomiglia ad una pellicola cinematografica. In calendario, spettacolo, cultura e gastronomia. Si parte sabato 17 con«Notte fondente», la prima notte bianca di Eurochocolate, organizzata dall’emittente televisiva «Mediterraneo Sat»: cocktail di musica, cabaret, animazione e spettacoli, con la conduzione di Sasà Selvaggio e la partecipazione, tra gli altri, di Antonello Costa e degli Archinuè. Tra le novità, gli appuntamenti di «Cinema & cioccolato», incontri con registi e autori cinematografici legati alla terra e alle tradizioni modicane. Ci saranno, inoltre, i concorsi «Ciok si gira...e si scatta!», che premierà foto e video legati al connubio cioccolato-cinema, e «CiockeSiRicicla», riservato a progetti aventi per tema la tutela dell’ambiente. Quest’anno, tra i partner dell’iniziativa, ci saranno anche i Comuni di Vittoria, Giarratana e Ispica che promuoveranno degustazioni di vino Cerasuolo, torrone e carota di Ispica (attraverso la Chocopirin-A che contiene betacarotene) in abbinamento alla tavoletta di cioccolato modicano.

Vai al sito del Comune di Modica

Venchi si lancia nel gelato

La società Venchi, uno dei nomi più antichi nella cioccolateria piemontese, rilanciata recentemente dai nuovi soci - alcuni fanno parte del "salotto buono" della finanza milanese, da Boroli a Tronchetti Provera - si è lanciata in un nuovo business: i gelati. Alla kermesse Cioccola-Tò ha presentato il suo progetto e i gusti dedicati in gran parte al "cibo degli dèi", ma non soltanto: extra fondente in quattro possibilità, gianduia, nocciola, pistacchio, fino al tiramisù, alla panna cotta e al fior di panna. gelato venchi.jpg
Poiché la produzione di cioccolato è spesso condizionata dalle condizioni della stagionalità, Venchi e il suo direttore Giovan Battista Mantelli hanno deciso di dedicarsi all'arte fredda per i mesi caldi. E presto compariranno in alcune città italiane - dopo i punti vendita al cacao negli aeroporti - anche alcune "CioccoGelaterie" Venchi. La prima sarà quella di Cuneo, a pochi chilometri dallo stabilimento anziendale, alla quale seguiranno Padova e Verona. Il gelato Venchi è già oggi utilizzato - come semilavorato - da circa 200 gelaterie in Italia.

Streglio, un dolce fatturato 2006

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La Streglio, azienda di cioccolato nota per i gianduiotti e le gelatine di frutta, ha realizzato nel 2006 un fatturato di 5,7 milioni di euro e conta di superare quest’anno i 7 milioni. I dati sono stati illustrati da Giuseppina Borsci, direttrice commerciale della Borsci Industria Liquori che nel 2005 ha acquisito la Streglio da Parmalat. La Streglio, che ha sede a None, a circa 20 km da Torino, ha 70 dipendenti.

Accademia del cioccolato a None

Muove i primi passi il progetto per realizzare a None, nel Pinerolese, l’Accademia del Cioccolato che sarà collegata all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo. A sancire la nascita del distretto didattico per la promozione del cioccolato piemontese è una lettera d’intenti, sottoscritta il 6 marzo 2007 nella sede della Provincia di Torino, da Comune di None, Università di Pollenzo, dalle aziende Domori e Streglio che operano sul territorio, dall’Istituto alberghiero di Pinerolo e da Umberto De Coll, proprietario dell’ex fabbrica di cioccolatini omonima.
Il progetto prevede la creazione di una cittadella del cioccolato con campus annesso, che sorgerà sull’ex fabbrica De Coll, dove gli studenti potranno dedicarsi allo studio del cioccolato a 360 gradi, dall’aspetto botanico della coltura del cacao, alle tecniche di lavorazione, di tostatura, fino al prodotto finale, dopo averne appreso gli aspetti organolettici nonché gli abbinamenti gastronomici e la commercializzazione.
«Il cioccolato è un prodotto che ha caratterizzato la prima industrializzazione di None e continua a rappresentare un significativo apsetto dell’attuale produzione industriale» ha spiegato il presidente del Consiglio provinciale di Torino, Sergio Vallero ricordando che l’iniziativa «ha preso il via tre anni fa, quando il settore attraversava una forte crisi. Questo progetto - ha concluso - è una sfida per rilanciare il territorio non solo sotto il profilo economico ma anche culturale».

La cioccolata calda perfetta

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La cioccolata calda perfetta: è un mito? Di come rilanciare una tradizione di Torino si è parlato venerdì 9 marzo, alle ore 10.30, presso la Fondazione Accorsi, in via Po 55 a Torino, nel convegno che ha organizzato la Confartigianato Torino. Tutto è nato da una inchiesta su "La Stampa", pubblicata il 10 dicembre 2006. La critica ai locali storici della città ha convinto le organizzazioni degli artigiani e degli esercizi pubblici torinesi a incontrarsi per stilare nuove regole. Il direttore di Confartigianato, Franco Solia, ha annunicato la convocazione di un "tavolo" di volenterosi che dovrà stabilire le regole della "cioccolata calda perfetta". Hanno partecipato al convegno: Franco Solia Direttore Confartigianato Imprese Torino , Gigi Padovani giornalista e scrittore; Alessandro Altamura assessore al Commercio del Comune di Torino; Emilia Coccolo Chiriotti direttore Pasticceria Internazionale; Silvio Bessone Presidente nazionale Cioccolatieri Confartigianato; Vito Strazzella Presidente Bar e Caffè Epat Torino. Al termine del convegno il maestro cioccolatiere Silvio Bessone ha offerto una degustazione di due tipi di cioccolata calda: una con addensanti e un'altra secondo la ricetta tradizionale di Giovanni Vialardi.
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Questa la ricetta che riporta il Vialardi (1854), a pagina 550 del suo «Trattato». «Preparazione del cioccolato per 5 tazze. Mettete entro una caffettiere 5 tazze d’acqua sopra il fuoco, appena bollente, gettate entro 2 ettogrammi di buon cioccolato alla vaniglia rotto a pezzetti, tratta dal fuoco, lasciate ammollire appena vicino al fuoco, tramenando (mescolando, Ndr) di tanto in tanto, finché è fuso; posto sul fuoco dolce, frullatelo forte col frollino finché è divenuto spumoso, versatelo nelle tazze, e servitelo caldo col zucchero nella zuccheriera».
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Cliccando sul logo vai al sito di Confartigianato Torino
per saperne di più sull'iniziativa Cioccolata Scalda Cuore


Il cacao fa bene alla memoria

Non mancano mai le buone notizie sul cioccolato. Questa arriva dalla riunione annuale dell’Associazione americana per l’avanzamento della scienza (Aaas), svoltasi il 19 febbraio 2007 a San Francisco, negli Stati Uniti. Alcuni scienziati hanno presentato i risultati di ricerche preliminari che esaminano gli effetti sul cervello dei flavanoli, ingredienti presenti in alcuni tipi di cacao. L'indagine è finanziata - tanto per cambiare - dall’industria dolciaria Mars, che ha fornito una speciale miscela di cacao appositamente preparata.
cabosse cacao.jpg Gli studi fanno ipotizzare che i flavanoli aumentino l’afflusso di sangue al cervello e possano giovare in alcuni disturbi vascolari. Mars ha fatto una ricerca sui benefici del cacao per la salute. È stato dimostrato in test clinici che una sua linea di prodotti, a base di cioccolato in cui uno speciale processo aumenta la concentrazione di flavanoli, ha effetti positivi per il cuore. Le ultime ricerche evidenzierebbero benefici anche per il cervello.
Ian Macdonald, della facoltà di medicina dell’Università britannica di Nottingham, ha condotto uno studio di diagnostica per immagini sul cervello di giovani donne sane, per accertare gli effetti del cacao ricco di flavanoli sulle funzioni cognitive. Anche se la miscela non ha migliorato i risultati dei test mentali cui le donne venivano sottoposte, è stato comunque constatato un aumento dell’irrorazione sanguigna del cervello per un periodo di 2-3 ore. Macdonald ritiene che ulteriori ricerche potrebbero dimostrare un effetto benefico di un maggior afflusso di sangue in individui più anziani o che presentino disturbi cognitivi, fatica mentale o mini-ictus. Anche uno studio Usa su adulti oltre i 50 anni - condotto dal dottor Norman Hollenberg, ricercatore della facoltà di Medicina dell’Università di Harvard - ha riscontrato un aumento del flusso sanguigno. Secondo Holllenberg, tuttavia, i benefici per il cervello devono essere ancora verificati.

A Torino la Borsa del cioccolato

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Si è svolta a Torino la quarta edizione della Borsa del Cioccolato, dal 5 al 6 marzo, in contemporanea con CioccolaTò. Una maratona di appuntamenti tra 15 operatori stranieri e le imprese piemontesi. Quest’anno inoltre, hanno aderite gli espositori di CioccolaTò del settore, anche non piemontesi. L’evento è promosso da Camera di commercio di Torino, Città di Torino, Provincia di Torino e Regione Piemonte in accordo di programma con l’Ice. Gli ospiti stranieri sono stati selezionati tra importatori, grandi dettaglianti e compratori, che trattano cioccolato e prodotti dolciari di alta gamma, alla ricerca di eccellenze, qualità e prodotti innovativi e di nicchia. Seguendo le indicazioni fornite dai partecipanti alle scorse edizioni, i Paesi di provenienza sono europei, la Cina (Hong Kong) e la Russia, dove si sta registrando una crescita costante nei consumi di prodotti dolciari di qualità. Ospiti dell'incontro, il 5 marzo, la scrittrice ed esperta francese di cioccolato, Chloè Doutre Roussel, e il giornalista Gigi Padovani.

Branzino al cioccolato a Identità Golose

Grande successo a Palazzo Mezzanotte di Milano per la rassegna Identità golose, svoltasi dal 29 al 31 gennaio 2007, organizzata da Paolo Marchi, giornalista e enogastronomo. Alla ribalta 54 chef e pasticceri, con un ruolo di uguale importanza sia per i piatti salati sia per i dessert. E il cioccolato, grazie alla presenza del maestro Gian Luca Fusto della scuola Valrhona, è stato protagonista con delizie assolute. Già nello stand dell'azienda di Tain l'Hermitage, al Sigep di Rimini, abbiamo potuto godere di qualche anticipazione - come il delizioso "tortello di capriolo e pralinato con infuso di brodo di capriolo, sale d'arancio e gruè" realizzato da Emanuele Scarello del ristorante "Agli Amici" di Udine, nonché vicepresidente di Jre Italia - ma sicuramente al Palazzo della Borsa non mancheranno le sorprese.

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Tra queste, una nuova "relazione golosa" tra Oriente e Occidente, che Gian Luca Fusto [foto accanto], pasticcere dell’Ecole du grand Chocolat Valrhona, ha proposto martedì 30 gennaio. Sono stati presentati i dolci giapponesi, wagashi, di Mizukami San pasticcere di Tokyo. Fusto: «Il cacao si presta anche nei piatti salati, e per 400 persone - interessate a raffinare il proprio palato - perciò ho fatto degustare un piccolo toast a base di cioccolato e branzino affumicato».

Silvano Costanzo, da NutPop a PuntoCom

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Nella foto, l'artista Silvano Costanzo davanti alla sua opera NutPop, che nel 2004 presentò al The Beach in occasione della festa per i 40 anni della Nutella. Ora Costanzo espone le sue opere nate da quella prima intuizione nella mostra “Puntocom” , dedicata allo spirito del terzo millennio. L'artista indaga sui simboli e sui linguaggi del mercato globale. Sulle finzioni e sugli inganni della società dell’immagine. Sotto il segno dell’ironia. Alla Galleria Gas di corso Vittorio Emanuele II n. 90 a Torino la mostra si è chiusa nel febbraio 2007. Scrive il critico Marisa Vescovo, che ha curato la il catalogo: "La nuova mostra di Silvano Costanzo è una metafora del mondo dei consumi forzosi e dei messaggi subliminali che li veicolano". Negli accoglienti spazi della galleria Gas (Gagliardi Art System) sono esposte tele, segni, neon, oggetti, con un gioco di contaminazioni dei materiali. Spiega Costanzo: "E' vero, tutto nacque da Nut Pop. In quell'opera per i 40 anni di Nutella volli andare ad indagare sui codici a barre, un linguaggio universale ma opaco e non intelleggibile. Con queste opere lo metto in primo piano e lo evidenzio, mentre i numeri e le lettere, anche in arabo, diventano pure espressioni grafiche". Veramente molto belle, amche sul piano cromatico, le opere al piano terreno: "Puntocom", "Doppio gioco", "In viaggio sul rosso".

"Choco-Vespa" vince un biglietto per Parigi

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Andrà ad ottobre a Parigi a rappresentare l'Italia nel concorso mondiale sull'arte cioccolatiera che si svolge ogni anno al "Salon du Chocolat", la manifestazione più importante al mondo dedicata al Cibo degli Dei. E' un giovane siciliano, finora sconosciuto ai più: si chiama Carmelo Sciampagna ed è il vincitore del "Chocolate Masters Italia 2007", che si è tenuto a Rimini il 23 gennaio 2007 in occasione del Sigep, il salone internazionale della gelateria, pasticceria e panificazione artigianale. Sciampagna, 28 anni, è nato a Palermo ma vive a Brescia dove opera come stagista alla Cast Alimenti, scuola di pasticceria e cioccolateria tra le più famose in Italia. Si è presentato con un’opera rappresentate la "Vespa, mito degli anni 50 in Italia". I vincitori delle altre categorie sono Valter Tagliazucchi, premio per la "Torta al cioccolato", ed Ernst Knam, premiato per il "Dessert del mistero". Tagliazucchi vive a Pavullo (Modena), Knam è tedesco e vive a Milano; entrambi sono titolari di pasticcerie. Dietro il successo di Sciampagna c'è un maestro-allenatore molto noto, che fa parte dell'Accademia Maestri Pasticceri Italiani: Pierluigi Magni. La giuria era presieduta da Andrea Slitti, noto cioccolatiere di Monsummano e campione del mondo.

Coppa di Lione 2007: bronzo all'Italia

L’Italia ha conquistato il Bronzo nella Coppa del mondo di pasticceria. Nella due giorni di Lione, alla quale hanno partecipato 20 nazioni, la sera del 22 gennaio 2007 gli azzurri della pasticceria, si sono piazzati terzi riportando in Italia un premio che mancava da anni (dal 1997 per quanto riguarda l’oro e dal 2001 per il bronzo). Ha vinto il Giappone, mentre il superfavorito Belgio si è accontentato del secondo posto. La Coppa del mondo di pasticceria, il più alto riconoscimento del settore, è giunto alla decima edizione (si svolge ogni due anni) e fu lanciato da Gabriel Paillasson sulle orme del Bocuse d'Or.
Gli italiani, con le tre creazioni di pasticceria realizzate "sul momento" durante la manifestazione e altrettante sculture in zucchero, cioccolato e ghiaccio si sono ispirati a Jessica Rabbit, Cat Woman e La Donna Invisibile. Hanno ottenuto la vittoria nello "Special Press Prize", assegnato per la torta al cioccolato.
L'allenatore della squadra è Luigi Biasetto, [ foto sotto] che vinse la Coppa del Mondo con Christian Beduschi e Luca Mannori (allora l'allenatore era il grande Iginio Massari) con la Torta Sette Veli.
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Della squadra giunta al terzo posto nel 2007 hanno fatto parte:
Fabrizio Donatone, in gara per lo zucchero, che lavora in una pasticceria di Velletri.
Angelo Di Masso, in gara per il ghiaccio, opera nella pasticceria di famiglia Scanno (provincia dell'Aquila).



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Fabrizio Galla [nella foto sopra] era in gara per il cioccolato: dopo essere stato chef al ristorante "Tre Colombe", opera in una cioccolateria a San Sebastiano Po, a pochi chilometri da Torino.



CINA, BATTAGLIA ANTI-FALSI ROCHER

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ROMA - A gennaio la Suprema Corte di Pechino si riunirà per decidere sulla causa intentata dalla Ferrero contro la cinese Montresor, che a detta dell’azienda italiana avrebbe invaso il mercato con i Tresor Dore, una «copia sfacciata» dei più famosi Ferrero Rocher. Lo scrive il "Financial Times", sottolineando che la «costosa battaglia legale» intentata dall’azienda italiana, che produce le «praline di nocciola e cioccolato che si suppone siano l’essenza dell’indulgenza e il piacere romantico», va ormai avanti da più di tre anni.
Il commissario Ue al Commercio, Peter Mandelson - ricorda il quotidiano finanziario britannico - ha sollevato il mese scorso il caso con il ministro del Commercio della Cina, Bo Xilai, sostenendo che i Tresor Dore sono «un esempio della cultura dell’imitazione», un business solo aleatoriamente legale. "Ft " ripercorre le tappe della querelle legale culminata con la richiesta di risarcimento danni da parte della Ferrero. Il prossimo mese ci sarà la sentenza della Suprema Corte cinese.
(APCOM) 16-DIC-06 11:36

CACAO TOSTATO IN CARCERE

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TORINO - Oltre al caffè, nel carcere torinese «Lo Russo e Cotugno» si potrà tostare anche il cacao per i cioccolatieri torinesi. L’ inedità iniziativa, promossa dalla Cooperativa Pausa Caffè, è stata annunciata a Torino da Luciano Cambellotti, educatore e portavoce dell’ associazione, in occasione della presentazione del libro «Conoscere il cioccolato» (Ponte alle Grazie), scritto dal giornalista del quotidiano «La Stampa» con la moglie Clara Vada Padovani.
«Grazie a Pausa Cafè, che potremo presto battezzare Pausa Cacao, a Torino - ha commentato Padovani, autore di numerosi libri sulla cultura del cibo - tornerà la tradizionale attività artigianale di tostatura del cacao, che ormai è relegata all’industria. In questo modo si potranno istituire nuovi legami nella filiera di questa ’commoditì internazionale che purtroppo è soggetta a troppe speculazioni a scapito dei cioccolatiere e dei contadini dell’America centrale. Si potranno avviare contatti diretti e ottenere un cioccolato di qualità che sia anche equo e solidale».
«Pausa Cafè» è una cooperativa sociale nata nel 2004, situata nella Casa Circondariale di Torino, i cui soci operano da tempo nei settori della Cooperazione Sociale in Italia e della Cooperazione Internazionale allo Sviluppo nei Paesi in Via di Sviluppo. Attualmente nella casa circondariale torinese viene tostato il caffè che proviene da un Presidio Slow Food in Guatemala, a Hehuetenango. Ora, con l’ arrivo di una nuova macchina «rompi-cacao», inizierà la tostatura del cacao per preparare, entrando a regime nei primi mesi del 2007, la «massa di cacao» di alta qualità per gli artigiani torinesi.
Il libro «Conoscere il cioccolato» è il primo testo in italiano che affronta il mondo del «cibo degli dei» a 360 gradi, partendo dai «crus» di cacao aromatici per arrivare alle tavolette di alta qualità, con 30 indirizzi golosi nelle pagine di guida finale, premiati dagli autori Clara e Gigi Padovani con una «stelletta».
(ANSA). 15-DIC-06 18:33

UNA TAZZA DI DELUSIONE

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Torino si vanta di essere la capitale del cioccolato, ma pochi locali garantiscono la qualità

La Stampa - 10 dicembre 2006

DI GIGI PADOVANI

Altro che bollente materia bruna «che in alta spuma gorgoglia e fuma». Altro che superliquefatte dolcezze di «crema e cioccolatte». Giacomo Baruffaldi nel 1758 descriveva la chicchera cara al «Giovin Signore» come «bevanda ch'ha la ghirlanda», mentre nel secolo scorso Guido Gozzano, seduto al caffè Baratti&Milano, scriveva la sua famosa poesia «Le golose» centellinando una prelibata cioccolata calda. E ancor oggi, sono sempre più frequenti i «forasteri» desiderosi di conoscere indirizzi golosi nei portici subalpini. Del resto, Torino è o non è (stata) la capitale del cioccolato? E un grande cioccolatiere svizzero come François-Louis Cailler imparò qui a lavorare il cacao, da Prochet e Caffarel, gli inventori del giandujotto. Sono in tanti a scommettere sulla fama della città come capitale del cioccolato, rilanciata anche durante le Olimpiadi.
Ma se si cerca una profumata e autentica bevanda degli dèi in grado di far dimenticare i rigori dell'inverno con il suo caldo abbraccio, magari in un caffè storico dai velluti e dagli specchi dorati d'antan, si resterà delusi.

La cioccolata perfetta

Cimentarsi alla ricerca della «cioccolata perfetta» da eventualmente indicare ad intransigenti e appassionati gourmands, non è cosa facilmente scontata: sono necessarie numerose visite, assaggi, degustazioni e qualche domanda «ingenua» circa la preparazione e gli ingredienti. Da una delusione iniziale, si è così arrivati a una piccola inchiesta.
Tutto è incominciato per caso, in piazza Castello, al blasonato e rimodernato Baratti&Milano. Nella confusione della saletta (purtroppo ora il bancone è stato spostato all'interno e così si è persa totalmente l'atmosfera raccolta di un tempo) l'agognata tazza arriva al tavolo con dentro una cioccolata troppo densa e gelatinosa: impossibile da sorseggiare, la si deve «mangiare» a colpi di cucchiaino. Alla domanda tesa a conoscere la misteriosa sostanza, la risposta del gentile cameriere è piuttosto imbarazzante: cacao in polvere e carragenina. Carragenina? Sì: dicesi «carragenina», spiega l'enciclopedia online Wikipedia, una sostanza addensante che prende il nome dall'alga in Irlanda.
La prova alla ricerca della «cioccolata perduta» si ripete nella bellissima nicchia in stile art-déco di Mulassano e in tanti altri locali, ai quali abbiamo dedicato un'amichevole «pagella», a fianco, che vuole essere solo uno stimolo a migliorare questo grande prodotto della tradizione torinese.

Fecola di patate

Non basta mescolare un po' di cacao da gelateria con fecola di patate o amido di mais per ottenere una tazza di buona bevanda secondo i dettami delle corrette ricette. E se i caffè di antica tradizione - salvo le pasticcerie Ghigo e Venier - escono male dalla nostra «top ten», anche i nuovi locali nati recentemente sull'onda della moda al cioccolato non se la cavano meglio. Se non siamo al livello delle bevande istantanee come Eraclea o Cioko-bar, poco ci manca. Purtroppo, sono in molti a lasciare sempre accese le macchine «a vista» in vetro e plastica che tengono caldo il liquido: così «cuoce» troppo a lungo. E i prezzi non corrispondono sempre alla qualità: si va da due a quattro euro (al banco): con quei soldi si potrebbe comprare una buona tavoletta di fondente. Ma si scopre che soltanto quattro locali, tra quelli visitati, la usano: gli altri sciolgono polvere di cacao e addensanti.

Il piacere della cioccolata calda, quella femminile e voluttuosa, è destinato a scomparire? Ci auguriamo di no. Torino merita forse qualche attenzione di più, dopo che ormai nessun artigiano tosta più le fave di cacao e per realizzare cioccolatini e giandujotti adopera la massa proveniente da laboratori industriali. Ci rimane una possibilità: tornare a prepararci una golosa e corroborante cioccolata in tazza a casa, seguendo le indicazioni di uno dei massimi maestri cioccolatieri del mondo, lo svizzero Eliseo Tonti. Con l'ingrediente giusto: una tavoletta di ottimo fondente.


LA CLASSIFICA DEI TOP TEN IN TAZZA

Pasticceria Ghigo (voto: 8)
Via Po 52/b
Fondata nel 1870
Ingredienti: cacao in polvere, latte e cioccolato di copertura fondente
Addensante: no
Giudizio: lucida, profumata, perfetta consistenza
Prezzo al banco: 2,20 euro

Pasticceria Venier (voto: 7 e mezzo)
Via Monte di Pietà 22
Fondata nel 1936
Ingredienti: cioccolato di copertura fondente Callebaut e panna
Addensante: no
Giudizio: vellutata, aromatica e con buona palatabilità
Prezzo al banco: 3 euro

Caffè Torino (voto: 7)
Piazza San Carlo 204
Fondato 1875
Ingredienti: cacao in polvere sciolto nel latte, copertura fondente
Addensante: fecola di patate
Giudizio: gusto corretto, giusta densità, ma senza emozioni
Prezzo al banco: 3,10 euro

Al Bicerin (voto: 7)
Piazza della Consolata 5
Fondato nel 1763
Ingredienti: cacao in polvere, tavoletta di copertura Calcagno; cottura di 4 ore con la stessa ricetta “segreta” del bicerin
Addensante: no
Giudizio: gusto corretto, piacevole ma eccessivamente densa
Prezzo al banco: 3 euro

Fiorio (voto: 6 e mezzo)
Via Po 8
Fondato nel 1780
Ingredienti: cacao in polvere Pernigotti (in versione Gianduja o fondente), latte
Addensante: fecola di patate
Giudizio: corretta ma troppo “caramellata” e bruciati gli zuccheri della gianduja
Prezzo al banco: 2 euro

Caffè Platti (voto: 6)
Corso Vittorio Emanuele II, 72
Fondato nel 1875
Ingredienti: cacao in polvere Pernigotti e latte
Addensante: farina e fecola di patate
Giudizio: densità corretta, ma troppo amara, scarsamente profumata
Prezzo al banco: 2,60 euro

Mulassano (voto: 5 e mezzo)
Piazza Castello 15
Fondato nel 1900
Ingredienti: cacao in polvere Pernigotti e latte
Addensante: fecola di patate
Giudizio: troppo densa e eccessivamente zuccherata
Prezzo al tavolo: 2,50 euro

Ciocco&latta (voto: 5 e mezzo)
Via Po 32
Aperto nel 2000
Ingredienti: cacao in polvere, latte e acqua
Addensante: no
Giudizio: molto liquida e troppo amara
Prezzo al banco: 2,50 euro

Baratti & Milano (voto: 5)
Piazza Castello 27
Fondato nel 1875
Ingredienti: cacao in polvere Baratti, latte e acqua
Addensante: carragenina
Giudizio: troppo densa, gelatinosa, stucchevole
Prezzo al banco: 4 euro (al tavolo, 6 euro)

Mamy Cao (voto: 5)
Piazza Solferino 10
Aperto nel 2004
Ingredienti: cacao in polvere, latte
Addensante: amido di mais
Giudizio: senza personalità, gelatinosa
Prezzo: 2,50 euro

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